Marco Pastorini | piscologo e sessuologo a Genova, Acqui Terme e Novi Ligure

Il lavoro di psicologo in un reparto ospedaliero mi ha spinto a cercare di avvicinare la sofferenza psicologica a partire dal corpo e dai segnali che esso manda.

Il corpo e le sue funzioni: mangiare, dormire, evacuare, il corpo nella relazione con gli altri, nelle modalità di esprimere affetti e insoddisfazioni, il corpo e la sessualità, il corpo nella sofferenza. Il corpo è la vita, e lo psicologo si occupa della vita, nelle sue più diverse forme.

Il corpo rappresenta una cornice di esperienze e di significati molteplici e spesso oscuri e sottovalutati.

Il nostro corpo è il canale esperienziale principale, quell’entità che ci fornisce segnali fondamentali per l’equilibrio: piacere, dolore, pieno, vuoto, benessere, malessere.

Il corpo rappresenta un teatro in cui emergono le emozioni, in cui la storia personale si sviluppa e si articola e talvolta si incaglia in sintomi che diventano abitudini, malesseri, dolori.

I sintomi rappresentano il miglior modo in cui riusciamo ad affrontare una situazione difficile e complessa. Rappresentano un punto di equilibrio costoso, ma necessario, in cui la sofferenza viene accettata come “il male minore”. Tanto che, alla lunga, diventa un abitudine, un sottofondo faticoso ma irrinunciabile.

Il malessere psicologico ha sempre un correlato corporeo: si altera la qualità e il ritmo del sonno, la modalità di alimentarsi e il rapporto con il cibo, la funzionalità intestinale, l’attività sessuale. Possono esserci specifiche alterazioni nella respirazione, nella deglutizione, problemi dermatologici e molto altro ancora.

Perché questo succede? Perché il sintomo consente di raggiungere un equilibrio a scapito di un vissuto emozionale pieno e consapevole. Se la rabbia, la tristezza, la noia, la paura e la gamma delle emozioni in genere, non viene sperimentata, riconosciuta e elaborata, ma giudicata e repressa, il nostro corpo reagisce e assume una posizione che, nel tempo, crea malessere.

E le emozioni segnalano il modo in cui stiamo con gli altri.

La psicoterapia, per funzionare, si deve orientare a sviluppare la consapevolezza del corpo attraverso il riconoscimento delle sensazioni e delle emozioni che emergono nelle relazioni con gli altri.

La psicoterapia, per aiutare, deve sviluppare un diverso rapporto dell’individuo con i propri pensieri e con il proprio corpo e le emozioni, deve provare a favorire l’accettazione del qui ed ora come punto di partenza per un cambiamento possibile.

La psicoterapia è una palestra in cui sperimentarsi nella relazione con l’altro in sicurezza. Un percorso guidato per lo sviluppo della conoscenza di sé.

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