Vuoi essere felice? Usa la testa……poco!

30 Nov
novembre 30, 2014

Felicità e mind-wandering

da Matt Killingsworth

Quali sono le cause della felicità umana? E’ una domanda importante per la quale ancora non ci sono risposte definitive. Ci sono diverse condizioni quali il reddito, l’educazione, il matrimonio. Ma i risultati scientifici sono sorprendenti: fattori come questi non sembrano avere forti effetti sulla felicità percepita. E’ vero, le persone sono più contente se hanno più soldi che se ne hanno meno, se sono in coppia piuttosto che single, ma le differenze sono modeste.

Sebbene I nostri obiettivi di vita ruotino attorno alle pietre miliari rappresentate dal lavoro e dalla familgia, Matt Killingsworth ha ipotizzato che la felicità abbia maggiormente a che fare con le esperienze vissute nel momento presente. Certo, sembra che una serie di aspetti, quali cosa stiamo facendo, con chi siamo e a cosa stiamo pensando, abbiano una rilevante importanza sulla nostra felicità, ma rimangono difficilmente esplorabili dallo studio scientifico.

Un tentativo di studiare la felicità momento per momento su larga scala ha portato l’autore a creare una app per monitorare la felicità nella vita reale.

I risultati suggeriscono che la felicità è molto influenzata dalle esperienze vissute nel qui ed ora ed uno dei più importanti predittori della felicità sembra essere un attività che spesso facciamo senza accorgercene, quell’attivita mentale detta fantasticare o vagare con la mente o rimuginare.

Come esseri umani possediamo una abilità cognitiva unica e potente che è quella di focalizzare la nostra attenzione su altro da cio che sta avvenendo nel qui ed ora. Uno può star seduto alla scrivania e pensare a qualcosa di assolutamente altro, le vacanze appena terminate, quale panino mangiare a pranzo, o sentirsi preoccupatoper una multa che potrebbero affibbiarmi per divieto di sosta.

Questa abilità è estremamente importante poiché ci permette di apprendere e pianificare in una maniera che le altre speci viventi non possono fare. Non è ancora chiara però la relazione tra questa capacità e la felicità.

La vita è adesso

Se è vero che la vita e adesso e la felicità e una sensazione puntuale e finita legata ad un esperienza precisa, corporea immedita, quindi nel momento attuale, vagare con la mente, fantasticare, allontana dalla felicità. D’altra parte, quando la mente vaga, non ci sono costrizioni, si può cambiare la realtà fisica che ci circonda. Felicità sembra essere spesso associata alla ricerca di un posto migliore di quello in cui viviamo, di una realtà che vorremmo lasciarci alle spalle. Sembra che il piacere che ci da la mente ci permetta di accrescere la felicita con il fantasticare.

Ma siccome c’è differenza tra la felicità e la ricerca della felicità, Killingsworth ha cerato di raccogliere i dati attraverso una app, chiamata trackyourhappiness.org.

Come funziona? Le persone che hanno scaricato la app hanno ricevutodurante la giornata delle domande nelle quali il ricercatore chiedeva qual’eral’esperienza che stavano provando in quel preciso momento.   L’idea di fondo era che possiamo osservare l’andamento della felicità nel corso della giornata e provare a comprendere quali aspetti, per esempio cosa uno sta facendo, con chi è, a cosa sta pensando, e ogni altro fattore connesso alla nostra esperienza di maggiore o minore felicità.

Alle persone venivano poste 3 domande, la prima era come ti senti con una scala di risposta che andava da molto male a molto bene, la seconda sifocalizzava sulle attività cosa stai facendo? Su una lista di 22 attvità tra cui mangiare, lavorare o guardare la tv, la terza si focalizzava sul mind wandering stai pensando a qualcos’altro mentre stai facendo quella attività? La gente poteva rispondere a questultima domanda con un no (sono focalizzato su cio che sto facendo) o si (sto pensando a qualcosaltro). E stato inoltre chiesto se cio a cui stavano pensando era piacevole, spiacevole o neutro. Sono stati raccolti oltre 650,000 real-time reports da oltre15,000persone che vanno dai 18 agli 80 anni con diversi livelli di reddito, educazione, stato civile ecc, rappresentanti 86 categorie occupazionali di oltre 80 stati

Cosa è emerso? Prima di tutto che la gente vaga un acco con la mente! Il 47% del tempo la gente lo passa a pensare a qualcosa di diverso da cio che sta facendo. Pensateci mentre sarete in una riunione o in auto…. Questa percentuale dipende da cio che la gente sta facendo? Esaminando 22 attivita, si distribuiscono su un continuum che va dal 65 % quando ci si fa una doccia, al 50 quando si lavora, al 40 quando ci si sta esercitando (fisicamente). La percentuale del tempo passato a fantasticare si riduce ulteriormente fino al 10% col sesso. In ogni attività, a parte il sesso, comunque, la gente tende a vagar con la mente per un 30% del tempo, cosa che suggerisce che il fantasticare non solo è frequente, ma è pervasivo di ogni attività. In che modo il fantasticare e connesso alla felicità? Abbiamo notato che la gente e meno felice se vaga troppo con la mente. Inoltre l’effetto di questa variabile sembra molto importante; infatti il vagare della mente e la presenza sul qui ed ora sembrano essere predittori di felicità molto piu dei soldi. Si potrebbe obbiettare che vagare con la mente contribuisca alla felicita nel momento in cui permettdi allontanarsi da una situazione brutta; certo, di fronte ad una situazione dolorosa, il fantasticare puo aiutare a raggiungere un allontanamento dal malessere, comunque sembra che la gente sia meno felice mentre fantastica qualunque cosa stia facendo.

I dati ricavati evidenziano una forte relazione tra il fantasticare e l’essere infelici poco dopo, mentre non sembrano esserci relazioni tra lessere infelici ed il fantasticar poco dopo. ciò porta a pensare che che il vagare con la mente rappresenti una causa e non una conseguenza dell’infelicità.

Perché ciò succede? Gran parte delle motivazioni stanno nel fatto che quando la mente vaga, elabora, fantastica, spesso pensiamo a preoccupazioni, problemi, rimpianti, pensieri che hanno una grande relazione con l infelicità. Anche se stanno pensando a qualcosa di neutro, e le persone sono comunque meno felici di quando non fantasticano.

In sintesi, non possiamo smettere di vagare con la mente, la nostra capacità di rivisitare il passato per confrontarlo con il presente e progettare il futuro è una capacità estremamente importante e, in fin dei conti, inevitabile. I risultati della ricerca di Killingswort evidenziano che il rimuginare o il vagare con la mente molto spesso non favorisce un miglioramento della qualità della vita. se impariamo ad impegnarci davvero nel presente possiamo fronteggiare meglio i momenti difficili e trarre il meglio da quelli buoni.

more info

www.ted.com/speakers/matt_killingsworth

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