16 Gen

Depressione

Il male oscuro, la malattia che ti avvelena la vita…..in quanti modi abbiamo sentito descrivere la depressione, quanti brividi ci ha fatto venire ascoltare le storie di chi è stato preda di questo dolore sordo e costante?

In accordo però con la lezione di Guidano e Liotti, non voglio parlare tanto della depressione, ma del depresso, non della malattia, ma della persona.

Spesso trattare la malattia consente al professionista uno sguardo distaccato e razionale, un approccio serio e, in ultima analisi, rassicurante. Parlare delle persone è più difficile perché ogni persona è un caso a parte, una storia singola, una prospettiva di studio nuova e piena di insidie, per chi cerca le sicurezze.

Parlare del depresso significa parlare di una persona che, per storia personale e familiare, si è organizzata in una maniera tale da evidenziare alcune fragilità di fronte a determinate situazioni. Non tutti i depressi sviluppano una depressione, ma tutti i depressi tendono a star male in una maniera che la nosografia psichiatrica definisce con le caratteristiche della sindrome depressiva.

Cos’è quindi la depressione? Secondo noi la depressione è il segnale che una persona caratterizzata da un’organizzazione di personalità di tipo depressivo sta attraversando un momento di crisi profonda e significativa.

Parlare della persona, e non della malattia, richiede da subito un chiarimento terminologico. Usare il termine “depresso” rimanda ad una situazione di malattia in atto. E questo non è corretto seguendo il nostro approccio. E’ più preciso riferirci ad una “personalità depressiva”, come ad una persona che si è organizzata nel corso della sua vita attorno ad alcune tematiche particolarmente significative, come un albero che cresce e si sviluppa in ragione delle caratteristiche del terreno, della posizione al sole, degli ostacoli che può trovare. La personalità depressiva, secondo le proposte di Liotti e Guidano e poi negli approfondimenti proposti da Bara, Veglia e Reda, evidenzia particolari attitudini all’autonomia e alla cura dell’altro, capacità di fare da solo e di accudire associate ad una spiccata capacità di pensiero che si manifesta con la tendenza a farsi domande, a valutare la propria opera  e a coltivare con perizia il senso di colpa o di inadeguatezza. I pensieri o la capacità di fare e risolvere i problemi altrui: questo caratterizza la personalità depressiva tanto da portarla a sottovalutare i propri bisogni fisici o voluttuari e a sentirsi sempre come colui che deve fare per essere amato. L’amore. Questo è il tema di fondo per la personalità depressiva. Questo è il tema di fondo per molti, forse per tutti, ma la personalità depressiva tende a sentirsi non degno di amore e pertanto ha sviluppato nel corso della vita una sensibilità specialissima per quelle situazioni che segnalano una perdita, un distacco, un allontanamento. Spesso ha così paura di rivivere una situazione così dolorosa che tende ad investire poco nelle relazioni “perchè poi tanto finiscono…e si soffre”.

Ma l’amore è una sirena potentissima, ogni situazione di avvicinamento può rappresentare “la volta buona”, la possibilità di essere riconosciuto come persona degna di essere amata.

Tutte le situazioni di separazione, abbandono, perdita, ma anche quelle di fallimento determinano un vortice cognitivo in cui la personalità depressiva si perde e si dimentica di sé alla ricerca delle cause dei propri fallimenti o della malvagità della vita.

E allora poi il rimuginio, i pensieri, la paura di vivere si impossessano dei minuti e niente sembra più avere valore, nessuno sembra poter essere d’aiuto.

E’ in questi momenti che può valer la pena confrontarsi con uno specialista, con uno psicologo. Lo psicologo è, per formazione, lo specialista della sofferenza, dei modi in cui la sofferenza si manifesta, ma è anche lo specialista delle emozioni e delle risorse che spesso dimentichiamo di avere.

Dall’incontro, dalla relazione tra due esperti, lo psicologo, esperto della sofferenza, e il paziente, esperto di se stesso, possono nascere soluzioni, nuovi modi di affrontare il presente, di interpretare il passato e di progettare il futuro.

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