16 Gen

Obesità

Il mio metabolismo non funziona!

Le diete alla fine le ho mollate tutte, tanto non servono.

Mangiare, in fondo, mi da piacere.

Per dimagrire serve solo tanta forza di volontà….e io sono pigro!

Facciamo chiarezza! L’obesità è una malattia, o meglio, una patologia complessa in grado di determinare diverse situazioni di malattia (vedi sotto Obesità e salute). L’obesità non è una scelta di vita, ma è spesso il frutto di scelte sbagliate legate ad uno scorretto rapporto con il cibo, con il proprio corpo e con l’attività fisica.

La persona obesa spesso è vittima di pregiudizi, e quasi sempre si giudica in maniera severa: pigro, svogliato, incapace…o peggio. Questo modo di pensare a se stessi è indice di una incapacità a pensare a se come a persone di valore, persone per cui vale la pena dedicare tempo e impegno.

Intraprendere una dieta è un percorso faticoso. E’ relativamente facile perdere peso, il difficile è mantenere i risultati nel tempo perché sono necessari cambiamenti stabili nello stile di vita, che significa l’organizzazione della giornata e del tempo. Trovare il tempo per cucinare correttamente, per fare la spesa con la testa, e non con la pancia, per fare attività fisica. Questo è il vero ostacolo della persona obesa. E l’obiettivo del lavoro psicologico di supporto alla dieta è quello di aiutare a recuperare il senso dell’impegno per se stessi.

Trattamento

In accordo con gli altri specialisti dell’équipe (dietologo, dietista, chirurgo bariatrico)  e sulla base del percorso intrapreso dalla persona che giunge a consultazione, viene proposto un percorso psicologico individualizzato finalizzato a

–          Mantenere la motivazione alla dieta e all’attività fisica

–          Ricercare uno stile di vita sano

–          Riconoscere gli ostacoli ad uno stile di vita sano

–          Riconoscere le emozioni alla base di uno stile alimentare compulsivo

–          Ricostruire la propria storia di rapporto con il cibo

–          Ipotizzare stili comportamentali alternativi al cibo per la gestione di emozioni disregolanti

 

Obesità, le cause

Nel nostro paese circa 4 milioni di persone sono obese e 16 milioni in sovrappeso; esiste un generale consenso sul  fatto che l’obesità non sia un singolo disturbo, ma un gruppo di condizioni con origini multiple (genetiche, comportamentali ed ambientali ) che agiscono attraverso l’impatto dell’introito calorico e del dispendio energetico. Molte ricerche hanno evidenziato che le persone che presentano un peso corporeo adeguato nel tempo, in genere fanno costantemente attività fisica, consumano una dieta povera di grassi, controllano periodicamente il loro peso. Ci sono persone, quindi, che riescono a mantenere il peso corporeo sotto controllo, nonostante potenti meccanismi biologici operino per favorire il recupero ponderale: ciò sembra essere reso possibile principalmente da fattori cognitivo-comportamentali, quali la motivazione a controllare il peso attraverso un’attività fisica costante, il controllo sull’assunzione di cibi ricchi di grassi e calorie, il consumo moderato di alcolici.

Dal punto di vista cognitivo l’incremento ed il recupero del peso corporeo sono la conseguenza di due meccanismi fra loro collegati:

1)la diminuzione progressiva della convinzione di poter  controllare il peso corporeo

2) l’abbandonarsi, in queste condizioni, ad abitudini alimentari caotiche  o incongrue con aumento progressivo del peso

 

questi processi sono spesso la conseguenza di una o più delle seguenti situazioni:

1) mancanza di abilità nel fronteggiare situazioni ad alto rischio o intensità emotiva, che porta a mangiare in eccesso e a non fare attività fisica

2) utilizzo del cibo per far fronte alle frustrazioni

3)mancato raggiungimento degli obiettivi di peso, o degli obiettivi che si pensa di poter raggiungere con il dimagrimento, con abbandono di ogni progetto

OBESITA’

Da “Standard di cura Italiani per l’obesità SIO/ADI 2012-2013

Dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolineano che l’86% delle morti e il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia sono determinate da patologie croniche, che hanno come minimo comune denominatore 4 principali fattori di rischio: fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione e inattività fisica. Queste ultime due condizioni sono alla base dell’allarmante e continuo aumento della prevalenza di sovrappeso e di obesità nelle popolazioni occidentali e in quelle in via di sviluppo, che ha raggiunto le proporzioni di un’inarrestabile epidemia. In Europa il sovrappeso e l’obesità sono responsabili di circa l’80% dei casi di diabete tipo 2, del 55% dei casi di ipertensione arteriosa e del 35 % di casi di cardiopatia ischemica; tutto ciò si traduce in 1 milione di morti l’anno e 12 milioni di malati all’anno.

 

Cos’è l’obesità

Sovrappeso e obesità sono definiti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms ) come condizioni di anormale o eccessivo accumulo di grasso corporeo che presenti un rischio per la salute. Dal 2000 l’Oms ha infatti inserito nella definizione la relazione con una maggiore mortalità e morbilità.

L’indice più usato per misurare l’obesità è il Body Mass Index (BMI) o Indice di Massa Corporea (IMC). Si misura dividendo il peso corporeo (in kg) per il quadrato della statura (in metri). I  valori soglia di IMC consigliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per definire la condizione di sottopeso, normopeso, sovrappeso e obesità dell’adulto sono stati recentemente unificati per uomini e donne:

  • IMC inferiore a 18,5 = sottopeso
  • IMC compreso tra 18,5 e 24,9 = normopeso
  • IMC compreso tra 25 e 29,9 = sovrappeso
  • IMC compreso tra 30 e 34,9 = 1° grado di obesità
  • IMC compreso tra 35 e 39,9 = 2° grado di obesità
  • IMC maggiore di 40 = 3° grado di obesità

L’obesità è multifattoriale. È legata all’interazione circolare – nel corso della vita – di fattori predisponenti genetici, fattori ambientali (familiari, lavorativi, micro e macro sociali), abitudini alimentari scorrette, ridotto dispendio energetico,

disturbi dell’umore e di personalità.


I tre elementi che, più di altri, definiscono una malattia e cioè il danno organico, la sofferenza psicologica, le difficoltà nelle relazioni sociali, sono tutti ampiamente presenti nell’obesità. 

 

 

L’obesità è una patologia complessa in grado di determinare o peggiorare situazioni di malattia. In particolare

–          malattie cardiovascolari: malattie coronariche (il peso è al terzo posto tra i predittori di malattie coronariche dopo età e dislipidemie), ipertensione , ictus, scompenso cardiaco

–          diabete mellito (rispetto a un BMI <21, un BMI compreso fra 25 e 28 il rischio diabete aumenta di 5 volte, con un BMI >30 aumenta  di 28 volte, con un BMI > 35 aumenta di 93 volte nelle donne, nei maschi l’aumento del rischio è leggermente inferiore)

–          malattie della colecisti (la colelitiasi è 4 volte più frequente negli obesi)

–          cancro: soprattutto cancro del colon (prevalenza doppia per BMI >29) e cancro della mammella

–          malattie respiratorie (sindrome delle apnee ostruttive del sonno con aumentato rischio di cardiopatia ischemica per i picchi catecolaminergici durante le apnee).

 

COME SI CURA L’OBESITA’

Lo scopo della terapia per l’obesità è quello di ottenere un calo ponderale sia attraverso la riduzione dell’intake calorico che attraverso l’assunzione di uno stile di vita attivo. I metodi per raggiungere questo obiettivo variano notevolmente, anche a seconda del grado di obesità.
Il primo approccio è quello di tipo dietetico basato sul ricorso ad un regime dietetico ipocalorico da associarsi ad un programma di attività fisica strutturato e calibrato sui bisogni e le possibilità di ogni paziente.

L’approccio farmacologico: sebbene esistano numerosi farmaci per trattare le patologie associate all’obesità, da quelle psicologiche a quelle metaboliche, non esiste un farmaco che tratta in maniera completa una patologia come l’obesità, per definizione multifattoriale.
E’ bene ricordare che quella della dieta è una vera e propria industria e che sul mercato sono presenti svariati prodotti a base di erbe, integratori o cocktail di vari prodotti che i pazienti possono reperire con facilità ma che spesso sono inefficaci se non addirittura in alcuni casi fortemente dannosi per la salute.
Uno strumento ulteriore di approccio terapeutico è costituito dalla riabilitazione multidisciplinare dell’obesità che spesso viene riservato a forme di obesità di grado elevato o con rilevanti complicanze; tale sistema si basa su una gestione da parte di un gruppo di più professionisti (internisti, nutrizionisti, psichiatri, psicologi, dietisti, fisioterapisti e infermieri, etc) in ambito ambulatoriale o, più spesso, di ricovero breve presso strutture dedicate. Tale approccio cerca di ricostruire nel paziente corrette abitudini alimentari, migliorare la sua capacità di gestione del peso corporeo, riattivare le strutture muscolari e recuperare mobilità articolare, migliorare il sistema cardiocircolatorio e respiratorio,rafforzare la motivazione a intraprendere un percorso di cura e attenzione verso di sè, avviare un processo di consapevolezza sulle cause alla base della ricerca compulsiva di cibo.
Infine esiste l’approccio chirurgico della cosiddetta chirurgia bariatrica; negli ultimi anni le tecniche chirurgiche si sono sempre più evolute ed affinate ed oggi è possibile proporre tale opzione a pazienti selezionati che non abbiano ottenuto una risposta in termini di riduzione di peso con le terapie mediche. In conformità con le indicazioni delle principali società scientifiche, l’opzione chirurgica va riservata a pazienti obesità di terzo grado oppure anche a forme di obesità di secondo grado se associata a comorbilità.

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