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Aspetto fisico e Immagine corporea. Sono davvero come mi vedo?

14 Nov
novembre 14, 2013

Il grado di accettazione del corpo è molto influenzato dal criterio di bellezza in vigore nella cultura di appartenenza e da alcune “regole sociali” come la pressione sociale sulla magrezza e i pregiudizi sull’obesità. La forma fisica, l’attenzione al corpo, al cibo e alle forme del corpo sono tra gli argomenti privilegiati dall’opinione pubblica occidentale e tale interesse pervade in molte forme la cultura e i mezzi di comunicazione di massa.

Garner e Wiseman hanno esaminato il peso corporeo di tutte le partecipanti alla fase finale del concorso di Miss America e delle modelle della pagina centrale di Play Boy dal 1959 al 1978 e dal 1979 al 1988. E’ emerso che il peso delle miss e delle modelle era sempre significativamente inferiore a quello delle tabelle di peso ideale e che negli ultimi anni il peso era sceso considerevolmente, al contrario di quanto succedeva per le giovani dei paesi occidentali che sono progressivamente aumentate di peso.

Quel che si è venuto così a creare è uno scarto notevole tra l’aspetto fisico reale e quello ideale veicolato dai mass-media e dalla cultura  con la conseguenza che l’insoddisfazione per il proprio corpo e le pratiche dietetiche sono diventate estremamente diffuse tra i giovani.

L’Immagine corporea: un concetto fortemente soggettivo

La rappresentazione del corpo è frutto di un processo di costruzione in cui il dato oggettivo è solo una parte; esso, definito come “aspetto fisico”, racchiude quei dati oggettivamente rilevabili quali peso, altezza, colore della pelle, degli occhi e dei capelli, caratteristiche antropometriche, segni particolari. Al fine di rendere evidente l’importanza del processo cognitivo-emozionale alla base della costruzione della rappresentazione del corpo, è stato introdotto il concetto di “immagine corporea” che rinvia al modo in cui il corpo viene pensato, percepito, valutato. Un concetto fortemente soggettivo che rispecchia l’individualità del soggetto e che ha che fare con i processi di costruzione dell’identità.

L’aspetto fisico è la nostra carta d’identità esteriore cioè come siamo oggettivamente.

L’immagine corporea è il modo in cui pensiamo, percepiamo e valutiamo il nostro corpo “dal di dentro”.

L’immagine corporea appare quindi come una rappresentazione complessa che una persona fa su di sé e quindi estremamente soggettiva e personale, non legata ad aspetti oggettivi. Tale rappresentazione è costituita da

  • una componente percettiva (come mi vedo, quanto sono accurata nel misurare la circonferenza delle cosce o dei fianchi)
  • una componente affettiva (emozioni e sensazioni connesse al corpo, i giudizi che arrivano dagli altri, i confronti in palestra o in spiaggia)
  • una componente comportamentale (ciò che uno fa in base a come si sente, evitare le maglie aderenti o le gonne strette se si sente troppo grassa)

La pressione alla magrezza incide in maniera pesante sulla componente affettiva dell’immagine corporea. Se consideriamo infatti che un’adolescente è alla ricerca di modelli comportamentali e di personalità accettati dal proprio gruppo, l’essere magra (e quindi bella, desiderabile e di successo) rappresenta un obiettivo in grado però di alterare la capacità soggettiva di valutare il proprio corpo e di comportarsi in maniera adeguata.

Cosa significa avere un’immagine corporea negativa

Lo studio dell’immagine corporea è la ricerca di caratteristiche che permettano di differenziare un’immagine corporea “normale” da una “patologica” su un continuum che va da una moderata preoccupazione ad un livello estremo. Il livello più elevato di disturbo è associato a gravi problemi in ambito sociale, interpersonale e lavorativo e a comportamenti disturbati tipici del disturbo dell’alimentazione quali digiunare, abbuffarsi o usare condotte di eliminazione.

L’immagine corporea negativa può essere caratterizzata da un disturbo percettivo e da alcune caratteristiche cognitivo-affettive e comportamentali.

Disturbo percettivo

Il disturbo percettivo si riferisce alla presenza di uno stacco tra l’apparenza attuale e la rappresentazione mentale di sè. La percezione corporea è sovrastimata in certe condizioni trigger come ad esempio l’umore negativo, l’assunzione di cibi ritenuti ricchi di calorie, il vedere immagini di donne magre sui giornali, il periodo premestruale, i giudizi, l’andare incontro a fluttuazioni ponderali.

Caratteristiche cognitive ed affettive

A differenza di chi presta una normale attenzione al proprio aspetto fisico, chi possiede un’immagine corporea negativa presenta un’intensa preoccupazione per il peso e le forme corporee che, sebbene possa essere presente durante la giornata, si accentua in alcune situazioni come i pasti e le occasioni sociali. L’individuo con un’immagine corporea negativa è costantemente ansioso, imbarazzato e vergognoso di sè perchè ha la convinzione che il suo aspetto fisico riveli la sua inadeguatezza personale. L’aspetto centrale del disturbo cognitivo dell’immagine corporea è la tendenza ad associare il valore personale all’apparenza; ciò innesca una serie di pensieri e convinzioni tipo “il mio aspetto è orrendo, gli altri lo noteranno e penseranno che sono senza controllo e inadeguata. Sono una persona senza valore”.

Caratteristiche comportamentali

Chi ha un’immagine negativa di sè tende ad evitamenti, comportamenti di controllo e rassicurazioni. L’evitamento di situazioni sociali spesso è attenuato dall’utilizzo di forme per “mascherare” l’apparenza indossando abiti con caratteristiche particolari per forma e colore, adottando posizioni per nascondere alcune parti del corpo o evitando situazioni in cui è impossibile utilizzare tali strategie (la spiaggia, la palestra). I comportamenti di controllo riguardano il costante ispezionare di presunti difetti fisici guardandosi allo specchio, pesandosi spesso o tastandosi alcune parti del corpo. Il confronto con altri e la ricerca di rassicurazioni risultano la terza modalità comportamentale tipica di chi ha un’immagine corporea negativa.

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