Lo stress tentatore: perchè perdiamo il controllo quando siamo sotto stress

22 Dic
dicembre 22, 2015

Ieri ho ricevuto una telefonata. Mi hanno detto una cosa che mi ha colpito, ma non c’era nulla di immediatamente pericoloso. Improvvisamente ho iniziato a pensare che da quell’evento sarebbe potuta avvenire una tragedia, avrei potuto perdere il lavoro e miei affetti. Ho sentito un vuoto enorme dentro. Per la prima volta dopo tanto tempo mi è venuta voglia di riempirmi, di mangiare.stresspc

Perchè mangiamo se siamo stressati?

Perchè il cibo rappresenta una buona soluzione quando siamo arrabbiati o tesi o sotto pressione?

Perchè questo succede anche quando, pur non essendo ancora successo nulla, il nostro cervello “vede” già che la situazione sarà catastrofica?

Una ricerca dell’università di Zurigo* pubblicata da Neuron affronta il tema in maniera creativa e fornisce ipotesi di significato.

I ricercatori hanno sottoposto alcune persone ad uno stimolo stressante (immergere la mano in acqua ghiacciata) mentre ad altre è stato presentato uno stimolo neutro. Subito dopo è stato chiesto quale cibo volevano consumare a fine esperimento.

Non tanto sorprendentemente “gli stressati” hanno operato scelte a favore di cibi meno sani e più saporiti: all’aumentare del cortisolo in circolo (che segnala l’intensità dello stress), maggiore è la propensione per cibi stuzzicanti, piacevoli, gustosi.

Perchè questo succede? l’ipotesi dei ricercatori fa riferimento ad aspetti evolutivi e pone l’accento sul fatto che quando siamo sotto stress la nostra attenzione è focalizzata sul presente, sulla necessità di tollerare una situazione critica (a livello fisico o psicologico). L’autocontrollo, quella funzione che ci permette di posticipare la gratificazione e di pianificare a medio lungo termine una strategia comportamentale, viene meno poichè è prioritario gestire l’emergenza del presente. E allora il cibo sembra rappresentare un ottimo “doping” per stare nello stress e superare la difficoltà con il necessario sangue freddo.

Se poi teniamo presente che lo stress è “un attivazione psicofisiologica di fronte ad un pericolo reale o presunto” ecco spiegato come mai, anche se la situazione non è ancora catastrofica, spesso la viviamo come tale grazie ad un susseguirsi di pensieri che concorrono a disegnare la tragedia temuta.

Come fare?

Spesso, come ricorda Bruno Bara citando un maestro zen, disegnamo una tigre e ne abbiamo paura.

Spesso, quindi, il nostro cervello tende a catastrofizzare (un evento, un gesto, un tono di voce, una notizia) e la reazione di stress non fa altro che amplificare la paura che ci risuona nella testa.

Un bel respiro, uno stacco dalla situazione contingente, ci permette di guardare le cose dalla giusta distanza e di operare in una maniera meno rischiosa (soprattutto per noi).

Non c’è nulla, almeno nella vita quotidiana della maggior parte della gente, che non possa essere ritardato di quei pochi istanti necessari a prendere un respiro prima di agire. Il guaio è che non ci siamo abituati.

 

 

 

*Acute Stress Impairs Self-Control in Goal-Directed Choice by Altering Multiple Functional Connections within the Brain’s Decision Circuits

Silvia U. Maier, Aidan B. Makwana, Todd A. Hare
Neuron, Vol. 87, Issue 3, p621–631
Published in issue: August 05, 2015
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