
A seconda del paese ha un nome diverso: lockdown, quarantena, confinement: si sta chiusi in casa. Si evita di uscire a meno di esigenze comprovate.
Pian piano la normalità trova una nuova velocità. Tutto rallenta, anche i pensieri; la quotidianità assume un andamento diverso. Mangi a casa due volte al giorno, non ti muovi con la macchina, non vai al bar, il supermercato diventa un’esperienza veloce e al tempo stesso ultimativa. La quotidianità alla quale ti eri abituato con fatica è sospesa. E non è data un’alternativa, se non aspettare.
In tutto questo il nostro corpo è messo tra parentesi. E’ esperienza comune che in casa si mangi di più, probabilmente si beve di più: ecco il corpo si riduce a mangiare e bere. Se non esco non mi trucco, rimango in pigiama, sono meno motivato a farmi la barba. Il corpo è fatto per esplorare, per agire, per correre, cacciare, palpitare. Lo stare in casa è quanto di più lontano dalla dimensione corporea. La casa è ristoro, riposo, affetti. E’ il ritorno. E il ritorno presuppone il viaggio, l’allontanamento, la nostalgia. Oggi la casa è il luogo di vita e di protezione, per sè e per gli altri. Le esigenze del singolo sono sacrificate a quelle della comunità.
Pensare al corpo anche in un periodo come questo: ecco la sfida. Pensare al corpo rimodulando l’attività sui tempi e le possibilità che ci sono date, ricordando che mantenersi attivi favorisce le difese immunitarie, che sono da privilegiare gli esercizi che favoriscono elasticità e allungamento. Viviamo una situazione di stress e preoccupazione, sentiamo di morti e di malattie, siamo un apparentemente sani, in un mondo malato. Dobbiamo provare a stare nella sfida di rallentare i ritmi senza spegnerci, senza trascurarci, senza dimenticarci di mangiare in maniera sana e regolare, senza dimenticare di dormire rispettando le ore di luce e di buio. Rallentare senza perdere di vista che è importante allenare il corpo e il respiro, allungare i muscoli e la colonna vertebrale, respirare in maniera profonda e regolare. Rallentare per essere pronti a ripartire senza strappi e senza dolori.